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Durante gli anni di studio musicologico, dal momento che la facoltà di Musicologia di Cremona aveva un’impostazione prettamente paleografica, studiai le varie scritture del gregoriano e ne assimilai lo stile compositivo. Non avrei mai pensato che di lì a poco lo avrei pure cantato (e per non poco tempo)…

Ma quello che non avrei mai immaginato, sarebbe stato riscrivere il canto gregoriano! Ci fu un evento particolare che mi fece pensare a ciò che scrissi, in seguito, come presentazione della mia pagina Facebook: “Il Gregoriano, quale patrimonio dell’umanità, al servizio di tutti coloro che lo apprezzano…”

L’evento al quale mi riferisco fu la “Primavera dei poeti” (si veda Altre realtà e manifestazioni (25/05/2008) alla pagina Canto antico): in quell’occasione mi trovai a dover cantare per inframezzare dei testi poetici scritti da Vipal (mio carissimo amico). Ovviamente cantai i testi in latino, come da convenzione liturgica, tratti dal Graduale trilpex, senza la minima convinzione di dover creare qualcosa di nuovo; ma già quell’operazione, in quel determinato contesto (la foto di questo sito è tratta da lì), mi fece pensare non solo la frase che poi scrissi sulla pagina Facebook, ma persino che quel canto potesse essere trasformato, appunto, “al servizio di tutti coloro che lo apprezzano…”.

Ci vollero, però, altri 4 anni affinché tutto questo si potesse concretizzare, all’interno di un gruppo alchimistico: riuscii pertanto a trasformare la musica in base al nuovo testo alchemico latino, operando una sorta di “centonizzazione” compositiva, caratteristica propria del canto gregoriano. Il risultato (che vedete in figura) fu veramente curioso e, a mio avviso, molto interessante (almeno sotto il profilo alchimistico)!

Mi trovai a fondere un canto processionale a dei versetti responsoriali, poiché il canto doveva essere corale e privo di particolari difficoltà (ma vi assicuro che per i neofiti ce ne sono…).

L.O.

Una risposta

  1. Avatar impossible7d0f63c67e
    impossible7d0f63c67e

    Questo articolo mostra quanto la musica possa unire studio, pratica e creatività, restando fedele alle proprie radici e allo stesso tempo aprendo nuove strade di condivisione.

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